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Vorrei essere una metropolitana per guardarvi tutti

5:40

A quest’ora in metro facce già stanche che non hanno mai riposato davvero, scarponi antinfortunio ricoperti di polvere portati da lavoratori addormentati che spremono fino all’ultimo minuto la possibilità di dormire. Un momento limitato dal suono delle rotaie ma agevolato dal silenzio comune. Il tizio che ho davanti abbraccia il suo zaino, ci dondola la testa sopra mentre si addormenta, in realtà riapre gli occhi a tempi sconnessi per controllare a quale fermata della metro siamo arrivati. Credo che potrebbe fare senza quel minuzioso controllo, credo che se anche si addormentasse profondamente i suoi occhi si aprirebbero all’uscita prefissata in modo ormai meccanico. Il sogno americano se lo immaginava diverso, immagino io. E invece è sveglio alle 5 di mattina con le dita macchiate di nero e un po’ di gel nei capelli per mantenere alto l’umore attraverso l’autostima.

Non avevamo mai preso la metro a quest’ora e ci attende un lungo viaggio verso Washington che scoprirò terribilmente silenziosa. Ma dopotutto quale luogo è rumoroso quanto New York? Nessuno. Scoprirò al mio ritorno, quanto mi mancherà quel brusio cittadino, quanto mi turberà privare le mie orecchie dalla sinfonia dei taxi che sfrecciano frenetici, quanto mi mancherà pateticamente il rumore dei clacson, eppure i newyorkesi hanno sempre ipod e cuffiette con musica ad volume tanto alto da farla sentire pure a noi. Mi dico che se abitassi in questa città ascolterai i dialoghi delle persone, ascolterei le strade, ascolterei il suo rumore, non mi servirebbe una colonna sonora.

Vedo che dormono stringendo se stessi questi lavoratori pieni di polvere ancora prima di iniziare. Credo siano il perno della loro casa, uomini coi volti ruvidi segnati da una vita a tratti violenta, una vita capitata in luoghi dove sopravvivere era vivere, stringono se stessi perché devono stringere anche tutto il resto della famiglia.

Immigrati che devono restare in piedi nonostante le speranze siano già inciampate e cadute a terra.

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