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No. 19 – Dove ti portano le Radici

Le radici ti fanno andare da dove si viene. Per alcuni è una maledizione, per altri una piacevole sicurezza. Non so quale delle due correnti abbia ragione, forse nessuna delle due. Forse entrambe. So però che le radici non puoi ignorarle, prima o poi tornano a bussare alla tua porta, anche a chilometri di distanza. A me è successo proprio così.

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Ho scoperto Radici in un momento della mia vita fatto di scatoloni, muri da riempire e strade da memorizzare. Io e la mia ragazza ci eravamo da poco trasferiti a Milano. Una città nuova, troppo grande per un ragazzo di campagna. Ero spaesato, senza punti di riferimento. Mi ero appena lasciato alle spalle i confini del paese che già scalpitavo per trovare qualcosa di familiare. Qualcosa che mi ricordasse casa.

Lo trovai un giovedì pomeriggio, piegato fra le pagine di un libro, sul fondo di una delle scatole che avevamo usato per il trasloco. Era una piccola rivista autoprodotta di racconti e illustrazioni, nata a Guastalla, un paesino vicino alla casa dei miei genitori. Me l’aveva prestata qualche mese prima un amico, consigliandomi di leggerla. Poi, come succede spesso con queste cose, avevo rimandato più volte fino a dimenticarmene. Appena vidi il titolo, rimasi fulminato: Radici.

radiciposterzineSembrava una parola magica, come se qualcuno mi avesse letto nel pensiero. Sulla copertina era raffigurato un uomo che stringeva fra le mani una tazza, dalla quale sgorgavano i rami di un grandissimo albero. E su ogni foglia dell’albero erano appesi i titoli dei racconti inseriti in quel numero. Iniziai a sfogliare le pagine e fu come strofinare la lampada magica di Aladino. Più mi addentravo in profondità, più scoprivo mondi nuovi e inesplorati. Rilessi ogni storia, due, tre volte. Alla fine ripiegai tutto e andai a letto.

Ricordo che quella sera mi addormentai con un’immagine chiara di casa. Avevo imparato una nuova lezione: le radici ce le portiamo dentro, ovunque andiamo. Non importa quanto sei distante da casa, loro sono sempre lì.

Ancora oggi, mentre leggo l’ultimo numero, il diciannovesimo, ritrovo quelle stesse sensazioni. L’odore della torta di mele, le lezioni su Pirandello della mia insegnante delle superiori, la voglia di correre, senza freni.

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Ma, soprattutto, lo slancio creativo di un gruppo di ragazzi che è riuscito a creare qualcosa di unico e irripetibile. Come Hänsel e Gretel, che distribuiscono i sassolini bianchi lungo la strada, per ritrovare la via di casa, anche Radici traccia un percorso comune che riporta i suoi lettori all’origine delle storie che racconta.

Perché, in fondo, è proprio questo il compito delle radici: ricordarti da dove sei partito. Come un album di vecchie fotografie di famiglia, sepolto alla base di un albero fatto di storie.

Marco Aldrighi

illustrazione poster e copertina: @hannajargenstedt

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